Il metodo che DSF vuole utilizzare non è quello di creare una aspettativa verso l'aiuto, una sorta di dipendenza verso lo stesso, ma quello attraverso cui si attivano processi locali di presa in carico, di iniziativa di trasformazione delle cose. L'attività del cooperante deve essere limitata nel tempo, la cooperazione lungimirante ed efficiente deve lavorare per la sua inutilità, creando in loco le condizioni per l'autonomia.
Cooperazione quindi che non ha come scopo solo o prevalentemente le cosa da dare o da fare ma che sia sempre preceduta, accompagnata e seguita da una relazione di ponti sociali e culturali. La cooperazione inoltre deve rafforzare le difese immunitarie delle comunità dove va ad operare. basandosi anche sulla fiducia nel prossimo, nella sua capacità di cambiare e di essere motore esso stesso del cambiamento. Cooperazione quindi come relazione fra l'IO, il TU e il NOI, che operano nel principio della reciprocità per la costruzione di un progetto condiviso in un'ottica di incontro e condivisione.