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Nuovo attacco a Parigi di Michela Esposito

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Comincio il dì in un aeroporto leggendo del nuovo "attacco" a Parigi e dell'"attacco" della polizia agli studenti napoletani. Penso che la più naturale espressione dell'animo dovrebbe essere la rabbia. E invece c'è tristezza. Penso alle frontiere, luoghi di già grandi sofferenze; ora avranno un motivo per restare serrate e diffidenti. Penso alla mia città e agli studenti; sono soli mentre gli insegnanti sono al mercatino dell'impiego col buono operaio di 500 euro.
E da qui il disperato bisogno di trovare una soluzione o solo un'illusione; educare alla pace, al desiderio della pace, al cammino invece della sosta, all'appartenza all'umano e alle sue espressioni invece che ai luoghi, agli oggetti e ai confini che non ci sono mai stati. 
Rousseau scriveva divinamente che il giorno in cui hanno tracciato una linea dicendo "questo è mio" è cominciata la guerra. E invece insegniamo e diciamo e parliamo di Linee dappertutto: sulle carte geografiche e nella mente. 
Pensavo.
Visto che tutti esagerano e se ne inventano a palate... perchè non essere un po' bambini e giocare a metterne una sull'ipocrisia.

Se fossi a scuola, oggi giocherei tutto il giorno coi miei bambini a tracciare i confini sulla cartina del mondo. Chissà come disegnerebbero gli Stati e che motivazioni ci darebbero.
Io credo che nelle nostre scuole i bambini avrebbero molta difficoltà a tracciarne per non escludere gli amici di banco o del calcetto o del catechismo. E io sarei così ignorante da non ricordarmi nè la storia nè la geografia per correggerli. Sarei cosi ignorante da farmi raccontare le loro spegazioni e accettarle come la verità. Non sta scritto da nessuna parte che non possa essere verità più di quella che oggi leggo dai giornali. 
A pensarci bene, dopo due giorni in ostelli e aereoporti e mezzi pubblici, l'unica linea che vedo è quella tra povertà e ricchezza. E mi sembra la stessa che separa la pace da quello di cui leggo.

Vorrei essere in classe oggi, ed essere così intelligente da dimenticare la storia e la geografia, farmele insegnare da chi le farà nei prossimi anni. La pazienza, la fiducia sarebbero i valori che mi potrebbero sostenere.

Michela Esposito
docente

          


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