×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 300
log in
          

Solidarietà senza Frontiere: via al progetto da Trento a Luanda per bambini e adolescenti

  • Letto 943 volte
In evidenza Solidarietà senza Frontiere: via al progetto da Trento a Luanda per bambini e adolescenti
Vota questo articolo
(1 Vota)

Solidarietà senza Frontiere: via al progetto da Trento a Luanda per bambini e adolescenti

"A bebé chama- se Mena, somos de Huambo. Mena tem dois anos e esto no hospital de 6 meses".

"La bambina si chiama Mena, siamo di Huambo. Mena ha 2 anni e siamo in pediatria da 6 mesi".

(Progetto n. 5727 dedicato a Mena e alla sua famiglia - 2012)

E' ufficialmente iniziato il 7 Giugno, nel mese dedicato al bambino, il progetto in collaborazione con Docenti senza Frontiere Onlus di Trento e l'associazione angolana no profit INTASA- Instituto Angolano de Solidariedade Artes e Saber, patrocinato dalla Regione Trentino Alto Adige e che prevede il rafforzamento e la sensibilizzazione sulle malattie infettive e le buone pratiche di prevenzione, destinato a bambini, adolescenti, giovani e famiglie a Luanda.

Il progetto sviluppa e promuove altresì la vertente di Umanizzazione delle prestazioni di servizio mediche in particolare per due ospedali pediatrici, l'ospedale pubblico David Bernardino e l'ospedale missionario Divina Providència situati a Luanda (Angola). In entrambi gli ospedali, l'associazione angolana no profit INTASA ha strutturato, con un progetto di micro è finanziamento della Exxo Angola, due ludoteche ospedaliere per rispondere alla spesso lunga permanenza in pediatra dei bambini e delle famiglie: infatti, il momento del ricovero per il bambino è molto delicato e fragile, l'ambiente sconosciuto, la perdita dei quotidiani punti di riferimento e la preoccupazione per la propria salute, influiscono sull'equilibrio del bambino e dei suoi genitori. L'UNESCO declama per il bambino è il diritto alle migliori cure mediche possibili. La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia (UNICEF, 1989) con gli articoli 24, 25 e 26 sancisce che: .."il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione; di diminuire la mortalità tra i bambini lattanti e i fanciulli; assicurare a tutti i minori l'assistenza medica e le cure sanitarie necessarie, con particolare attenzione per lo sviluppo delle cure sanitarie primarie; lottare contro la malattia e la malnutrizione ; garantire alle madri adeguate cure prenatali e postnatali; fare in modo che i gruppi della società, genitori e minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sull?igiene, l'ambiente, l'allattamento al seno, prevenzione degli incidenti; di ricevere aiuto nella pianificazione familiare; di impegno degli Stati a garantire la cooperazione internazionale".

A conferma della priorità pedagogica d'intervento in area ospedaliera, si può sostenere che l'emarginazione dall'ambiente d'origine, insieme alla de-personalizzazione che spesso l'istituzione sanitaria comporta, può causare un decadimento della percezione personale e una perdita di autostima nel bambino e metterne a rischio la costruzione dell'identità. Il ricovero, inoltre, altera le relazioni, le abitudini, il ritmo della vita quotidiana ed entra in contrasto con il naturale stimolo a rendersi autonomi e indipendenti tipici dell'età evolutiva (RICCI, BIATO, 2003). Tutto ciò può facilmente portare il soggetto a sperimentare una pericolosa condizione d'intensa instabilità emotiva e confusione, che in situazioni estreme può persino provocare danni a livello psico-fisico. Determinante anche la storia di vita del bambino, soprattutto il clima e lo stile educativo che sperimenta in famiglia e naturalmente ha un certo peso, il tipo di patologia da cui è affetto ( KANIZSA, DOSSO,1998).
La Carta EACH (1988, European Association For Children in Hospital, www.each-for-sick-children.org) con i suoi quattordici punti evidenzia l'importanza di passare dal curare le malattie al prendersi cura dei bambini e degli adolescenti malati: per questo sono importanti un ambiente il più possibile a misura di bambino, l'opportunità di garantire il gioco anche durante il ricovero, la necessità della presenza dei genitori, il diritto alle cure migliori e al ricovero all'interno di reparti pediatrici:
7.(art) Il bambino ha diritto ad essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto, con un linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo ed alla sua maturazione. Ha diritto a esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa. Le opinioni del bambino devono essere prese in considerazione tenendo conto della sua età e del grado di matura; 14.(art) il bambino e la famiglia hanno il diritto alla partecipazione.
Il cronogramma del progetto prevede una serie di incontri e di sensibilizzazioni, supportati e patrocinati dalla Regione Trentino Alto Adige per Docenti senza Frontiere e con INTASA effettuare l'acquisto di materiale informativo, divulgativo e adatto al tema di malattie infettive e prevenzione (quali kit anti malaria, corso di pronto soccorso), nonchè sui principi di pedagogia ospedaliera.
L'ospedale pediatrico e il materno è infantile indicati ricevono al giorno anche 650 visite, con attese dei piccoli pazienti per i risultati prolungate anche di otto e dieci ore in strutture che presentano criticità diverse per il contesto storico -culturale ( post-guerra) e per la linea di povertà a cui la maggioranza della popolazione aderisce.
Il progetto formerà inoltre 20 mobilizzatori socio-sanitari con un corso di capacitazione diviso per V Moduli ( Psicologia, Pedagogia, Servizio Sociale, Salute, Antropologia e Managment) realizzato per un Comitato Transdisciplinare e in collaborazione con le partnership di INTASA in loco, quali scuole di educatori e assistenti sociali, docenti universitari, medici pediatri, nutrizionisti, antropologi, economisti, pedagoghi e psicologi, e contando con la presenza al giorno di apertura dell'UNICEF con la disseminazione del Programma Nazionale per l'atto di Anagrafe dei bambini alla nascita.
Perchè in Angola, come in altri Paesi, l'acquisizione di identità alla nascita è tutt'ora una delle sfide prioritarie per garantire la tutela o lo sviluppo integrale dei più vulnerabili.

 

          


Log in - Area Riservata

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.