log in
          

Sono passati più di 10 anni dal conflitto nei Balcani, il Kosovo è ormai indipendente, ma i traumi del conflitto si fanno ancora sentire forti e disarmanti, persino in una città come Pec dove serbi e albanesi convivevano in rapporti molto più stretti rispetto ad altre zone. Sono le nuove generazioni che dovranno aprirsi al mondo, guardare oltre le macerie per ridare identità e speranza ad un popolo ferito e stanco. Lo sa bene il sindaco di questa città, che era una delle più importanti del Kosovo, poichè era capoluogo della regione del Dukagjin, e l'ha voluto sottolineare venendo di persona in visita a Trento, accompagnato da 3 assessori. Il viaggio ha avuto come obiettivo quello di incontrare i docenti dell'Istituto Comprensivo di Aldeno Mattarello, Trentino Balcani e DSF dopo il ricevimento di banchi e sedie a loro donati affinchè anche gli alunni della sua città potessero sentire il calore dei bambini e ragazzi di Trento che con loro hanno attivato un gemellaggio proficuo e arricchente per tutti. L'Associazione DSF ha accolto le autorità Kosovare, mostrato la scuola e il territorio e mettendo in relazione altre agenzie sensibili alle tematiche del diritto allo studio come la Cooperativa Arianna. L'incontro ha dato vita all'idea di sviluppare e verificare la realizzazione di nuove opportunità e di momenti educativi tra i nostri giovani, circa una quindicina scelti dalla Cooperativa Arianna, e i ragazzi del quartiere multietnico di Shtat Shtatore. In quest'incontro si sono gettate le basi per un campo scuola estivo con attività di animazione per i bambini, laboratori artistici e momenti di riflessione per valorizzare le capacit? individuali, infondere fiducia, conoscere ed amare il diverso da sì insieme alla sua cultura e tradizioni.
Il progetto sarà realizzato già nell'estate 2014 e proseguito negli anni successivi. Tutte le attività e le energie messe in campo saranno destinate a migliore le condizioni di disagio della popolazione ed offrire ad essa nuove opportunità per il futuro, con attenzione particolare alle giovani generazioni.

l'Istituto Comprensivo di Tione e l'Associazione Docenti senza Frontiere, alla luce dei principi e delle finalità che informano le rispettive Istituzioni, valutando positivamente i momenti di confronto fino ad ora avuti negli ambiti previsti dal protocollo stesso, concordando sull'utilità di attivare azioni che mirino al sostegno reciproco e ritenendo opportuno promuovere modalità di intervento privilegiate sul tema dell'educazione alla cittadinanza attiva, facendo riferimento

  • alla L. P. 5/2006 e sue modifiche ed in particolare al capo I, art.2 f), che promuove l'educazione ai principi (... ) della cittadinanza responsabile, della pace, della solidarietà e della cooperazione anche a livello internazionale
  • all'art. 7 del Regolamento per l'autonomia delle scuole è DPGP 13-12/Leg. d.d. 18.10.1999 " che stabilisce tra l'altro che le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad esse per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e l'ottimizzazione delle attività ad esse connesse"
  • a quanto citato fra gli obiettivi del PROTOCOLLO ACCOGLIENZA C8 dove gli Istituti in rete si propongono di avviare forme di comunicazione e di collaborazione fra le scuole stesse e il territorio sulle tematiche dell'accoglienza, delle interazioni interculturali, del rapporto scuola-famiglia;
  • ai Piani di Istituto dell'IC di Tione
  • Alle Linee Guida per l'elaborazione dei PSP (n. 16- 48/Leg Del. n. 1819 del 27/08/2012) pag. 90 e seguenti

CONVENGONO
di promuovere e sottoscrivere il seguente PROTOCOLLO denominato PER PROMUOVERE NELLA SCUOLA AZIONI DI CITTADINANZA ATTIVA, ha durata triennale, a partire dall'anno scolastico 2014/2015 e, in assenza di diversa comunicazione dei sottoscrittori, si rinnova tacitamente di anno in anno

Oltre 800.000 vittime massacrate a colpi d'arma da fuoco e machete in 100 giorni.

10.000 morti al giorno

1 ogni 10 secondi

Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, in Rwanda si è consumato uno dei più sanguinosi genocidi della storia del XX secolo. Aprile 1994: ha inizio il genocidio più veloce e sistematico della storia dell'umanità. Quasi un milione di vittime e un solo nome capace di rievocare il grido di migliaia di volti: Rwanda. In occasione del ventennale di uno degli eventi storici più dimenticati e controversi del nostro presente, la vera storia di dignità e fratellanza di un uomo e una donna capaci di un gesto d'inimmaginabile, indimenticabile e straordinario coraggio in grado di scuotere le coscienze.  Hutu e Tutsi, un popolo che anticamente, pur nelle differenze fisiche e di rango sociale, convivevano pacificamente, si sono resi protagonisti dell'orrore che solo la mente umana può generare. L'idea di una differenza di tipo razziale fra gli Hutu e i Tutsi è legata al primo colonialismo belga in Africa. I coloni belgi si basarono sulla semplice osservazione dell'aspetto fisico degli appartenenti ai diversi gruppi. Gli Hutu erano di media altezza, mentre i Tutsi, la minoranza più benestante nel Paese, erano molto alti e snelli. Inoltre, i Tutsi tendevano ad avere il naso, e l'intero volto, più sottile.Ogni ruandese, prima dell'arrivo degli europei, poteva migliorare la propria condizione e passare da una classe sociale ad un'altra. I colonizzatori belgi fecero l'errore di considerare questi gruppi come delle divisioni razziali. Così facendo i gruppi si irrigidirono e non fu più possibile cambiare ordine. I Tutsi divennero i ricchi al potere, gli Hutu i poveri che dovevano subire tutto. Fino al tristemente famoso 6 aprile.

Docenti senza Frontiere ha invitato gli attori Mara Moschini e Marco Cortellesi che hanno portato in scena quel briciolo di speranza che può trasparire dove la morte domina incontrastata.

La storia del genocidio ruandese è anche la storia dell'indifferenza dell'Occidente di fronte ad eventi percepiti come distanti dai propri interessi. Il 16 luglio 1994 la guerra viene dichiarata ufficialmente finita. Anche in questo immane massacro, di pulizia etnica assoluta e senza nessuna regola, si distinsero alcune persone, alcuni Giusti che mettendo a rischio la propria vita, le proprie sostanze si opposero e salvarono migliaia di perseguitati. 

Mostrare, anche attraverso il teatro, a cosa l'odio, il rancore, la vendetta è fondamentale, perchè come diceva Platone: Solo i morti hanno visto la fine della guerra.

Per una scuola più aperta al mondo, l'Educazione Globale nella scuola. 

Aprire nuovi spazi di apprendimento e di piena partecipazione delle nuove generazioni alle sfide della cittadinanza globale facilitando l'acquisizione di conoscenze, valori, competenze e comportamenti che contribuiscano alla costruzione di un futuro più equo e rispettoso dei diritti umani e delle risorse del pianeta.

Sottoscrivi questo feed RSS
          


Log in - Area Riservata

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.