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Solidarietà senza Frontiere: via al progetto da Trento a Luanda per bambini e adolescenti

"A bebé chama- se Mena, somos de Huambo. Mena tem dois anos e esto no hospital de 6 meses".

"La bambina si chiama Mena, siamo di Huambo. Mena ha 2 anni e siamo in pediatria da 6 mesi".

(Progetto n. 5727 dedicato a Mena e alla sua famiglia - 2012)

E' ufficialmente iniziato il 7 Giugno, nel mese dedicato al bambino, il progetto in collaborazione con Docenti senza Frontiere Onlus di Trento e l'associazione angolana no profit INTASA- Instituto Angolano de Solidariedade Artes e Saber, patrocinato dalla Regione Trentino Alto Adige e che prevede il rafforzamento e la sensibilizzazione sulle malattie infettive e le buone pratiche di prevenzione, destinato a bambini, adolescenti, giovani e famiglie a Luanda.

Il progetto sviluppa e promuove altresì la vertente di Umanizzazione delle prestazioni di servizio mediche in particolare per due ospedali pediatrici, l'ospedale pubblico David Bernardino e l'ospedale missionario Divina Providència situati a Luanda (Angola). In entrambi gli ospedali, l'associazione angolana no profit INTASA ha strutturato, con un progetto di micro è finanziamento della Exxo Angola, due ludoteche ospedaliere per rispondere alla spesso lunga permanenza in pediatra dei bambini e delle famiglie: infatti, il momento del ricovero per il bambino è molto delicato e fragile, l'ambiente sconosciuto, la perdita dei quotidiani punti di riferimento e la preoccupazione per la propria salute, influiscono sull'equilibrio del bambino e dei suoi genitori. L'UNESCO declama per il bambino è il diritto alle migliori cure mediche possibili. La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia (UNICEF, 1989) con gli articoli 24, 25 e 26 sancisce che: .."il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione; di diminuire la mortalità tra i bambini lattanti e i fanciulli; assicurare a tutti i minori l'assistenza medica e le cure sanitarie necessarie, con particolare attenzione per lo sviluppo delle cure sanitarie primarie; lottare contro la malattia e la malnutrizione ; garantire alle madri adeguate cure prenatali e postnatali; fare in modo che i gruppi della società, genitori e minori, ricevano informazioni sulla salute e sulla nutrizione del minore, sull?igiene, l'ambiente, l'allattamento al seno, prevenzione degli incidenti; di ricevere aiuto nella pianificazione familiare; di impegno degli Stati a garantire la cooperazione internazionale".

A conferma della priorità pedagogica d'intervento in area ospedaliera, si può sostenere che l'emarginazione dall'ambiente d'origine, insieme alla de-personalizzazione che spesso l'istituzione sanitaria comporta, può causare un decadimento della percezione personale e una perdita di autostima nel bambino e metterne a rischio la costruzione dell'identità. Il ricovero, inoltre, altera le relazioni, le abitudini, il ritmo della vita quotidiana ed entra in contrasto con il naturale stimolo a rendersi autonomi e indipendenti tipici dell'età evolutiva (RICCI, BIATO, 2003). Tutto ciò può facilmente portare il soggetto a sperimentare una pericolosa condizione d'intensa instabilità emotiva e confusione, che in situazioni estreme può persino provocare danni a livello psico-fisico. Determinante anche la storia di vita del bambino, soprattutto il clima e lo stile educativo che sperimenta in famiglia e naturalmente ha un certo peso, il tipo di patologia da cui è affetto ( KANIZSA, DOSSO,1998).
La Carta EACH (1988, European Association For Children in Hospital, www.each-for-sick-children.org) con i suoi quattordici punti evidenzia l'importanza di passare dal curare le malattie al prendersi cura dei bambini e degli adolescenti malati: per questo sono importanti un ambiente il più possibile a misura di bambino, l'opportunità di garantire il gioco anche durante il ricovero, la necessità della presenza dei genitori, il diritto alle cure migliori e al ricovero all'interno di reparti pediatrici:
7.(art) Il bambino ha diritto ad essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto, con un linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo ed alla sua maturazione. Ha diritto a esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa. Le opinioni del bambino devono essere prese in considerazione tenendo conto della sua età e del grado di matura; 14.(art) il bambino e la famiglia hanno il diritto alla partecipazione.
Il cronogramma del progetto prevede una serie di incontri e di sensibilizzazioni, supportati e patrocinati dalla Regione Trentino Alto Adige per Docenti senza Frontiere e con INTASA effettuare l'acquisto di materiale informativo, divulgativo e adatto al tema di malattie infettive e prevenzione (quali kit anti malaria, corso di pronto soccorso), nonchè sui principi di pedagogia ospedaliera.
L'ospedale pediatrico e il materno è infantile indicati ricevono al giorno anche 650 visite, con attese dei piccoli pazienti per i risultati prolungate anche di otto e dieci ore in strutture che presentano criticità diverse per il contesto storico -culturale ( post-guerra) e per la linea di povertà a cui la maggioranza della popolazione aderisce.
Il progetto formerà inoltre 20 mobilizzatori socio-sanitari con un corso di capacitazione diviso per V Moduli ( Psicologia, Pedagogia, Servizio Sociale, Salute, Antropologia e Managment) realizzato per un Comitato Transdisciplinare e in collaborazione con le partnership di INTASA in loco, quali scuole di educatori e assistenti sociali, docenti universitari, medici pediatri, nutrizionisti, antropologi, economisti, pedagoghi e psicologi, e contando con la presenza al giorno di apertura dell'UNICEF con la disseminazione del Programma Nazionale per l'atto di Anagrafe dei bambini alla nascita.
Perchè in Angola, come in altri Paesi, l'acquisizione di identità alla nascita è tutt'ora una delle sfide prioritarie per garantire la tutela o lo sviluppo integrale dei più vulnerabili.

 

PERCHE' SCEGLIERE DOCENTI SENZA FRONTIERE

Docenti Senza Frontiere Onlus è un'associazione che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale, è un'associazione indipendente, apartitica ed educativa, che si propone di portare un cambiamento verso tutti coloro che sono esclusi dal diritto dell'istruzione. 
Promuove progetti di Solidarietà locale ed internazionale mettendo a disposizione la professionalità dei docenti per favorire il cambiamento sociale attraverso l'istruzione in zone svantaggiate; mette a disposizione di altre scuole i suoi insegnanti, per integrare i progetti che supporta o progetti allineati con le finalità dell'Associazione, nei curricoli disciplinari al fine di promuovere Educazione Globale; 
Vive grazie al supporto economico dei propri docenti, soci e sostenitori.

COME DEVOLVERE IL 5 PER MILLE 

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per mille: Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilit? sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc". Riporta sotto la tua firma il nostro codice fiscale: 96089450223

IL TUO 5 PER MILLE AL DIRITTO ALLO STUDIO

Con la tua Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) puoi fare molto per il Diritto allo Studio. Non si tratta di una tassa aggiuntiva, nè di un sostituto dell'8x1000, ma di un modo per scegliere a chi destinare parte delle proprie tasse, che andrebbero comunque allo stato. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale: 96089450223

Per ulteriori informazioni sul 5 per mille o sulle attività di Docenti Senza Frontiere scrivici aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

RIFERIMENTI NORMATIVI A LIVELLO INTERNAZIONALE

Esistono diversi documenti intenazionali che promuovono l'Educazione alla cittadinanza globale (ECG) con indicazioni complementari e raccomandazioni.


Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


L'educazione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l'amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. Articolo 26, Nazioni Unite, Conferenza Generale, San Francisco, 10 dicembre 1948.


Raccomandazione concernente l'Educazione per la Comprensione Internazionale, la Cooperazione e la Pace e l'Educazione relativa ai Diritti Umani e alle Libertà Fondamentali.

L'educazione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, tolleranza e l'amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. UNESCO, Conferenza Generale, Parigi, 19 novembre 1974


Agenda 21, Capitolo 36: Promuovere l'Educazione, la Consapevolezza dell'opinione pubblica e la Formazione. 


L'educazione, inclusa l'educazione formale, la consapevolezza dell'opinione pubblica e la formazione dovrebbero essere riconosciute come un processo attraverso il quale gli esseri umani e le società possono raggiungere il loro pieno potenziale. L'educazione è cruciale per promuovere lo sviluppo sostenibile e migliorare la capacità delle persone di occuparsi di questioni relative allo sviluppo e all'ambiente. 
Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente & Sviluppo, Rio de Janeiro, 3-14 giugno 1992


UNESCO: un'educazione per un nuovo ordine mondiale? (Rapporto Delors)


"Fin dall'inizio dei suoi lavori, la Commissione ha compreso che per far fronte alle sfide del prossimo secolo è necessario cambiare gli obiettivi dell'educazione e le attese che si nutrono nei suoi confronti" (p. 80). 
"La coesione di ogni società umana trova espressione in attivit? e obiettivi comuni [...] In tutto il mondo, uno degli obiettivi dell'educazione, nelle sue molteplici forme, è di creare legami sociali tra individui sulla base di punti comuni di riferimento. I mezzi usati sono diversi, come lo sono le culture e le circostanze, ma in ogni caso il fine centrale dell'educazione è la realizzazione dell'individuo come essere sociale" (p. 45); "il sistema educativo ha quindi il compito esplicito ed implicito di preparare ciascun individuo a questo ruolo sociale" (p. 53).


Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, 2002


Capitolo: Valori e principi 
Crediamo che la sfida principale che dobbiamo affrontare oggi sia assicurare che la globalizzazione diventi una forza positiva per la gente. Mentre la globalizzazione offre grandi opportunità, al momento, i suoi benefici sono condivisi in maniera molto iniqua, e i costi distribuiti in maniera altrettanto iniqua. Riconosciamo che i paesi in via di sviluppo e i paesi con economie in transizione devono affrontare particolari difficoltà nel rispondere a questa sfida. Così, solo attraverso sforzi ampi e condivisi per creare un futuro condiviso, basato sulla nostra comune umanità in tutte le sue diversità, la globalizzazione può essere resa pienamente inclusiva ed equa. 
Risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, New York, 8 settembre 2000.


Decennio delle Nazioni Unite per l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014 


La visione di base dell'Educazione allo sviluppo sostenibile è un mondo dove ciascuno abbia l'opportunità di beneficiare dell'educazione e di imparare valori, comportamenti e stili di vita necessari per un futuro sostenibile e per una trasformazione positiva della società. 
Decennio delle Nazioni Unite per l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile, Schema di Implementazione 
Internazionale, gennaio 2005


Anno Europeo per il Dialogo Interculturale 2008 


Articolo 2: obiettivi 
1.Gli obiettivi generali dell'Anno Europeo per il Dialogo Interculturale devono contribuire a [ ... ] sensibilizzare tutti coloro che vivono nell'UE, in particolare i giovani, sull'importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva che sia aperta al mondo, rispetti la diversità culturale e sia basata su valori comuni dell'UE espressi 
nell'Articolo 6 del Trattato dell'UE e nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE [ ... ] 
2.Gli obiettivi specifici dell'Anno Europeo per il Dialogo Interculturale devono: favorire il ruolo dell'educazione come mezzo importante per insegnare la diversità, per aumentare la comprensione delle altre culture, sviluppare le competenze e le migliori pratiche sociali, e sottolineare il ruolo centrale dei media promuovere il principio di eguaglianza e di comprensione reciproca. 
Parlamento Europeo e Consiglio dEuropa, Decisione n. 1983/2006/EC, 18 dicembre 2006

  

RIFERIMENTI NORMATIVI A LIVELLO NAZIONALE

Linee Guida per l'Educazione Globale

Le Linee Guida per l'Educazione Globale sono il risultato di un bisogno espresso dalla Rete di esperti per l'Educazione Globale (network of global education practitioners) - Rete della Settimana per l'Educazione Globale - del Centro Nord-Sud, di avere uno strumento comune, costruito sull'esperienza ottenuta dalla rete e dai partner, per aiutare gli educatori a capire e realizzare l'educazione globale. Le linee guida dovrebbero essere considerate come un processo in continua evoluzione, dovrebbero essere regolarmente rinnovate con nuove idee e pratiche portate dall'esperienza degli attori coinvolti.
Sono state scritte con la premessa che i processi educativi debbano aprire la strada ad una migliore comprensione di un mondo sempre più globalizzato.

Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione.

...La scuola è percio investita da una domanda che comprende, insieme, l'apprendimento e "il saper stare al mondo". L'orrizzonte territoriale della scuola si allarga. Ogni specifivo territorio posside legami con le varie aree del mondo e con ciò stesso costituisce un microcosmo che su scala locale riporduce opportunità, interazioni tensioni, convivenze globali. Anche ogni singlla persona, nella sua esperienza quotidiana, deve tener conto di informazioni sempre più numerose ed eterogenee e si confronta con la pluralità delle culture. Nel suo itinerario formativo ed esistenziale lo studente si trova ad imteragire con culture diverse, senza tuttavia avere strumenti adatti per comprenderle e metterle in relazione con la propria. alla scuola spetta il compito di fornire supporti adeguati affinchè ogni persona sviluppi un'identità consapevole ed aperta...

Piani di Studio Provinciali/Primo Ciclo di Istruzione (Provincia Autonoma di Trento):

Linee guida per l'elaborazione dei Piani di Studio delle Istituzioni scolasticheLinee guida per l'elaborazione dei Piani di Studio delle Istituzioni scolastiche

In un mondo sempre più complesso " Gli obiettivi generali del processo formativo delle scuole trentine si pongono nella prospettiva glocale dell'apprendimento permanente, della cittadinanza e della solidarietà indicato in particolare dal quadro europeo delle competenze di base e arrichito dal patrimonio e dalla tradizione del territorio e delle radici culturali dell'Europa. I piani di Studio della Provincia Autonoma di Trento integrano le competnze chiave di cittadinanza stabilite a livello europeo nel sistema strutturato dei curriculi disciplinari


 
per approfondimenti:

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA GLOBALE

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