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RIflessioni

Per non dimenticare...

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Il 27 gennaio è il giorno dedicato alla commemorazione della Shoah.

Per ricordare insieme abbiamo scelto una parte del testo inedito scritto da Zygmunt Bauman, MEMORIA, pubblicato su "Repubblica" domenica 22 gennaio. 

...Prima, l'Olocausto era inimmaginabile. Per la maggior parte delle persone restava inimmaginabile anche quando era già in corso. Oggi siamo stati messi tutti in allarme e l'allarme non è mai stato revocato. Che cosa significa vivere in un mondo ancora gravido dello stesso genere di orrori sintetizzato nella parola "Olocausto"? La sua memoria rende il mondo un posto migliore e più sicuro o un posto peggiore e più pericoloso?... Ryszard Kapuscinski infaticabile esploratore degli scenari più noti, meno noti e interamente trascurati, di conflitti sanguinosi e miseria umana, e anche indagatore acuto dei conflitti che lacerano l'incipiente umanità del nostro mondo in rapida globalizzazione, così ha riassunto la sfida con cui tutti dobbiamo fare i conti: Non essendovi alcun tipo di meccanismo, nessuna barriera legale, istituzionale o tecnica in grado di respingere efficacemente nuovi atti di genocidio, la nostra unica difesa contro di essi risiede nell'elevazione morale degli individui e della società. Nella coscienza spiritualmente viva, nella volontà forte di fare del bene, nel costante attento ascolto del comandamento: amerai il prossimo tuo come te stesso.

A un lettore scettico che dubita dell'efficacia del comandamento di fronte ai carri armati, agli elicotteri, alle bombe ad orologeria e ai missili intelligenti del mondo moderno, e all'inebriante tentazione che insorge nei loro orgogliosi proprietari, possiamo dire che una lezione che la storia dell'omicidio categoriale ha insegnato al di là di ogni ragionevole dubbio, "che amare il prossimo ed indurre il prossimo ad amarci "-oltre alle altre sue virtù, per esempio quelle morali- il solo servizio ragionevole, efficace e duraturo che singoli individui e gruppi possano rendere al proprio amore per sè.

In un pianeta globalizzato non esistono soluzioni locali a problemi dalle radici globali. La causa della sopravvivenza e quella della giustizia, spesso in contrasto tra loro in passato, ora puntano nella stessa direzione, richiedono strategie analoghe e tendono a confluire in un'unica causa; e questa causa unificata non può essere perseguita, nè tanto meno realizzata, a livello locale e mediante sforzi soltanto locali. I problemi globali hanno solo soluzioni globali. In un pianeta in via di globalizzazione, i problemi umani possono essere affrontati e risolti solo ricorrendo ad un'umanità solidale. 



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